Comunemente conosciuta come 'Certosa di Padula', la Certosa di San Lorenzo, che si trova ai piedi della collina dove sorge il paese di Padula, è un monastero medievale tra più grandi nel mondo, Patrimonio dell'Umanità dal 1998.
La costruzione, a partire dal 1306, fu voluta e finanziata dal conte di Marsico e signore del Vallo di Diano Tommaso Sanseverino, che aveva acquistato dall'Abbazia di Montevergine un'antica grància già dedicata a San Lorenzo, nucleo originario del grandioso complesso monastico.
Si estende su un'area di 52.000 mq, con una superficie coperta di 30.000 mq, ha 320 stanze, 500 porte, 550 finestre,13 cortili, 100 camini e 41 fontane.
E poiché la regola certosina predica nell'arco del giorno sia il lavoro che la contemplazione, nella Certosa coesistono con il tranquillo chiostro, la biblioteca (pavimento di ceramica di Vietri) e la Cappella decorata da preziosi marmi, una grande cucina - dove, la leggenda narra, fu preparata una frittata di 1.000 uova per Carlo V - ampie cantine con enormi botti, le lavanderie e intorno i campi coltivati da cui si producevano vino, olio di oliva, frutta e ortaggi per il vitto dei monaci, oltre che per il commercio con l'esterno.
Distanza dal villaggio: 85 km circa (google maps)
La costruzione, a partire dal 1306, fu voluta e finanziata dal conte di Marsico e signore del Vallo di Diano Tommaso Sanseverino, che aveva acquistato dall'Abbazia di Montevergine un'antica grància già dedicata a San Lorenzo, nucleo originario del grandioso complesso monastico.
Si estende su un'area di 52.000 mq, con una superficie coperta di 30.000 mq, ha 320 stanze, 500 porte, 550 finestre,13 cortili, 100 camini e 41 fontane.
E poiché la regola certosina predica nell'arco del giorno sia il lavoro che la contemplazione, nella Certosa coesistono con il tranquillo chiostro, la biblioteca (pavimento di ceramica di Vietri) e la Cappella decorata da preziosi marmi, una grande cucina - dove, la leggenda narra, fu preparata una frittata di 1.000 uova per Carlo V - ampie cantine con enormi botti, le lavanderie e intorno i campi coltivati da cui si producevano vino, olio di oliva, frutta e ortaggi per il vitto dei monaci, oltre che per il commercio con l'esterno.
Distanza dal villaggio: 85 km circa (google maps)

