Velia è il nome romano della città greca di Elea, fondata intorno al 540 a.C. dai profughi di Focea, nell'Asia Minore, caduta sotto il dominio persiano di Ciro.
Gli eleati, che vivevano 'bene' con la pesca e il commercio, difesero con forza la loro grecità e continuarono a usare la lingua greca anche sotto l'impero romano.
A Velia, pochi decenni dopo la fondazione della città, Parmenide (discepolo di Senofane di Colofone) e Zenone, padri del pensiero idealistico, fondarono la scuola di pensiero 'eleatica' - famosa in tutto il mondo greco occidentale - che diede grande sviluppo alle scienze mediche e matematiche. I due filosofi dotarono inoltre gli eleati di un codice di leggi, grazie alle quali poterono contrastare gli attacchi della vicina Poseidonia (Paestum).
L'area archeologica di Velia, dichiarata Patrimonio dell'Umanità, si estende su un promontorio che un tempo era a mare e vi si accede dalla Marina di Ascea. Il luogo quindi, oltre alla bellezza e all'interesse dei resti, offre viste incantevoli e una piacevole passeggiata in collina. Gli scavi, iniziati negli anni Venti del Novecento dall'archeologo Amedeo Maiuri, proseguirono con un'intensa campagna negli anni Sessanta che ha riportato alla luce gran parte dell'antica città, facendone ricostruire la struttura urbanistica, articolata in tre nuclei: il quartiere meridionale (centro politico), il quartiere settentrionale (in funzione del porto fluviale) e l'acropoli (il più antico abitato di Elea).
La Porta Rosa (dal nome della moglie dello scopritore, l'archeologo Mario Napoli) - una grande parete frontale aperta in basso al centro da una porta ad arco - è il più grandioso monumento civile greco posseduto in Magna Grecia. Fungeva sia da collegamento dei due quartieri della città che da viadotto che univa le due parti del colle e comprende l'unico arco greco di età classica che ci sia pervenuto in perfetto stato di conservazione.
Ogni settimana l'Eleaclub organizza una visita guidata gratuita agli Scavi di Velia per gli ospiti del villaggio.
Gli scavi sono raggiungibili a piedi (o in bici) perché distano soli 800 mt.
Visita il sito della Soprintendenza.
Gli eleati, che vivevano 'bene' con la pesca e il commercio, difesero con forza la loro grecità e continuarono a usare la lingua greca anche sotto l'impero romano.
A Velia, pochi decenni dopo la fondazione della città, Parmenide (discepolo di Senofane di Colofone) e Zenone, padri del pensiero idealistico, fondarono la scuola di pensiero 'eleatica' - famosa in tutto il mondo greco occidentale - che diede grande sviluppo alle scienze mediche e matematiche. I due filosofi dotarono inoltre gli eleati di un codice di leggi, grazie alle quali poterono contrastare gli attacchi della vicina Poseidonia (Paestum).
L'area archeologica di Velia, dichiarata Patrimonio dell'Umanità, si estende su un promontorio che un tempo era a mare e vi si accede dalla Marina di Ascea. Il luogo quindi, oltre alla bellezza e all'interesse dei resti, offre viste incantevoli e una piacevole passeggiata in collina. Gli scavi, iniziati negli anni Venti del Novecento dall'archeologo Amedeo Maiuri, proseguirono con un'intensa campagna negli anni Sessanta che ha riportato alla luce gran parte dell'antica città, facendone ricostruire la struttura urbanistica, articolata in tre nuclei: il quartiere meridionale (centro politico), il quartiere settentrionale (in funzione del porto fluviale) e l'acropoli (il più antico abitato di Elea).
La Porta Rosa (dal nome della moglie dello scopritore, l'archeologo Mario Napoli) - una grande parete frontale aperta in basso al centro da una porta ad arco - è il più grandioso monumento civile greco posseduto in Magna Grecia. Fungeva sia da collegamento dei due quartieri della città che da viadotto che univa le due parti del colle e comprende l'unico arco greco di età classica che ci sia pervenuto in perfetto stato di conservazione.
Ogni settimana l'Eleaclub organizza una visita guidata gratuita agli Scavi di Velia per gli ospiti del villaggio.
Gli scavi sono raggiungibili a piedi (o in bici) perché distano soli 800 mt.
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